Europeo Speed Down: domina Pietro Nelli

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Europeo Speed Down: domina Pietro Nelli

Postby PND News » Sat Sep 09, 2017 10:09 pm

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Europeo Speed Down: domina Pietro Nelli

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La passione per le corse di auto non ha confini. Un mondo che talvolta sembra terminare alle colonne d'Ercole della F1, soprattutto in Italia dove gli autodromi sono spesso deserti se non corrono le regine dell'automobilismo sportivo, si estende invece in una infinità di categorie per arrivare là dove il motore non c'è. Questo è lo Speed Down, che ha recentemente celebrato il Campionato Europeo proprio su un tracciato Italiano.



Tra i piloti in lizza c'era un driver che non solo poteva arrivare al titolo continentale, ma "doveva" vincere. Partiva favorito, i pronostici erano tutti per lui e lui semplicemente ha vinto. Solido pilota virtuale di PND ma maledettamente reale quando si infila in quella che lui modestamente chiama "macchinina", il suo nome è Pietro Nelli, alias Il Nonno.


La Coppa del Nonno

Dieci categorie, oltre duecento vetture ai nastri di partenza, migliaia di persone al seguito tra piloti, meccanici, addetti ai lavori e tifosi. Per tre giorni hanno affollato le Valli di Lanzo, con epicentro il tracciato di Viù, quasi due chilometri molto tecnici, con pendenze fino al 10% per 150m di dislivello. E tanta gente proveniente da otto paesi d'Europa, unita dalla rivalità sportiva e dalle tante birre bevute insieme agli avversari, che magari ti fanno rosicare ma ai quali non si negano applausi e congratulazioni.

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Una folla di appassionati fa da cornice all'evento continentale.


LA GARA

Gli italiani sono i favoriti in C6, per prima la coppia Nelli-Berti nonostante la scaramanzia del presidente della federazione tricolore, che comunque non nasconde le ambizioni dei piloti di casa. Non mancano però i concorrenti pericolosi, soprattutto i cechi e gli svizzeri, questi ultimi che ancora detengono il record assoluto del tracciato, imbattuto dal 2013.

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Uno dei punti più spettacolari del tracciato.

Per non farsi mancare niente anche il meteo ci mette lo zampino e le previsioni sono una assoluta incognita, con la pioggia che incombe fin dalle prove libere del sabato, con Giove Pluvio che si scatena e inonda il pomeriggio. Ma Nelli è in forma, nella mattinata ha staccato il secondo tempo assoluto e rodato a dovere il suo copilota Berti, all'esordio per sostituire il partner abituale Nicola Rossi.
Così è tutto rimandato alla domenica. Con tre prove per equipaggio da sostenersi in una sola giornata di gara il programma si infittisce e il meteo è bizzarro come sa essere solo tra i monti. Con la pista bagnata l'errore è dietro l'angolo, i rischi aumentano e, come dicono gli inglesi, serve del pelo. Sole, pioggia, ancora sole poi altre due gocce... con un niente tutto è perduto, bastano solo uno o due start nel momento sbagliato e si va a casa.



La criticità è massima, la tensione altissima, ma i nostri non si scompongono. Partendo sempre prima degli avversari non hanno riferimenti e non possono fare altro che andare più forte possibile, in qualsiasi condizione. Realizzano crono di rilievo che sono si noti agli avversari, ma mettono loro una altissima pressione. Alla fine con un complessivo di 4.22.790 sono quattro i secondi che li dividono dalla coppia svizzera giunta seconda di categoria, e quattro i decimi che li mettono in testa alla classifica assoluta delle ruote coperte.

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La classifica di classe. Un record che vale l'assoluto.


SALA STAMPA

PIETRO NELLI:
“Partire per un evento così importante senza Nicola, il mio compagno di sempre, non è stato facile. Fortunatamente l'amico Stefano ha accettato di affiancarmi in una delle gare più dure sul piano fisico e psicologico, specialmente partire per primi davanti a tutti senza aver nessun riferimento sugli avversari e con condizioni del tracciato che mutavano ad ogni minuto. Tutto questo è stato alleviato dai nostri compagni di team, Metaltek Corse, che ci hanno pienamente supportato mandando foto e video in tempo reale sulle condizioni della pista.
Al titolo eravamo andati vicinissimi due anni fa, ma nell'ultima manche un errore ci costò il terzo posto. Al contrario oggi tagliare il traguardo e vedere sul tabellone il miglior tempo assoluto, nonostante qualche decimo lasciato sulle protezioni, è stato fantastico. E' stato un mix di emozioni dal giorno della partenza fino alla vittoria”

STEFANO BERTI:
“Nella discesa su asciutto si sentiva veramente la velocità in curva, specialmente alla prima staccata e l'ultima curva. Sul bagnato i timori erano alla prima curva, cinquanta metri dopo il via. Poi mi sono rilassato quando ho capito che ogni curva era un fuori controllo controllato… bello, bellissimo e tanta adrenalina”.

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Pietro Nelli, alias Il nonno, e Stefano Berti, il copilota, festeggiano sul gradino più alto del podio.]



Esclusiva: PND News intervista il campione

Per chi frequenta l'ambiente vedere Pietro Nelli in cima al podio europeo non è stato assolutamente sorprendente. Campione nazionale nelle ultime cinque stagioni, il toscano è un personaggio che non ama i riflettori e non è uso ostentare i suoi successi, neppure coi compagni di PND. Il vostro scrivano è però riuscito a stanarlo, giusto dopo la gara che gli ha consentito di vincere il quinto tricolore consecutivo, per una intervista che è tutta da leggere.




IL PILOTA

Pietro, raccontaci un po’ della tua specialità. Sei Campione Europeo assoluto, il più veloce non solo della tua categoria. Tu usi il bob, categoria C6. E’ la più performante del lotto?
"I bob C6 insieme alle C4 "caisse savon" sono le vetture regine dello Speed Down. Noi corriamo in coppia mentre i C4 corrono in singolo con un peso massimo minore. In alcune piste vanno un pelo più forte, in altre si va di più coi bob. La differenza fondamentale non è solo nel mezzo in sé. I C4 sono vetture "commerciali", i bob al momento sono autocostruiti."

Quando si parla di auto i bambini chiedono sempre: "quanto fa?"
"Come velocità massima quest'anno abbiamo toccato i 109 km/h per ben due volte sulla stessa discesa. Poi ci sono piste più lente ma non si scende mai sotto una punta di 90 km/h"

Sul vostro mezzo siete in due. Tu sei il pilota ma da profano mi viene spontanea una domanda: il tuo collega come giustifica la sua presenza? Spinge come una locomotiva alla partenza, fa il contrappeso come il passeggero di un sidecar oppure ti fa sentire meno solo?
"Il suo ruolo è importante, non solo per il peso. Mi spiego meglio: io guido e il mio copilota ha il compito di prendere dei riferimenti con il cronometro e comunicarmi in tempo reale se siamo in vantaggio o ritardo rispetto al giro precedente. Quindi il suo contributo può essere determinante. Il mio copilota abituale, Nicola, con il quale ho costruito il bob e insieme abbiamo iniziato a correre, in questo evento non ha potuto essere presente. Così ho chiesto ad un amico se veniva a fare una vacanza, ed è stato all’altezza della situazione. Tutti ci davano per favoriti ma io non ero del tutto convinto. Il tracciato non è proprio il massimo per il nostro stile di guida e ci è tradizionalmente ostico. Inoltre già due anni fa siamo andati vicino al titolo europeo ma alla fine una sola sbavatura ci ha buttato giù dal podio"

Dicevi che il peso massimo del mezzo, compresi piloti, è limitato dal regolamento. State a dieta?
"Sì, son stato riguardato, avevo preso qualche chilo di troppo. E non avevamo nulla da togliere al bob. È dura fare un bob leggero per lasciare libero peso all'equipaggio. Il peso max è 320kg, non resta molto."

Considerando che il motore è uguale per tutti e che il propulsore a gatto imburrato è oggetto di perplessità scientifiche, quale altro vincolo significativo viene imposto?
"La pressione massima delle gomme, 5 bar, è determinante. Con il peso può essere controllata a sorpresa, a ogni discesa si varca una linea dove si può essere soggetti a controlli. Se sei sopra il limite vieni squalificato."

Vai in verifica dai commissari... come “quelli veri”. Interessante.
"Certamente. I commissari generalmente ti mandano in pesa e controllano le pressioni con un manometro "speciale": questo ha una luce verde e una rossa. Se è verde sei ok se è rossa ti squalificano. E fine del gioco."

Quindi se hai qualche dubbio sulle prestazioni di un avversario gli mandi la finanza?
"A termini di regolamento si. Tra piloti ci si può mandare in verifica, entro determinati limiti di tempo dalla fine della prova. Va inoltrato un reclamo scritto che deve specificare la singola violazione o non conformità al regolamento. Con il reclamo si versa una somma di denaro, che viene restituita solo nel caso in cui il reclamo risulti fondato. Così ci si pensa due volte prima di mettere alla berlina un concorrente.
Comunque è un evento molto raro, quasi nessuno fa reclami scritti, sono tutti angeli (risatina – n.d.r.).
È un mondo in netto miglioramento, è cresciuto tantissimo."


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Il Nonno alla guida delle sue creature.


LA TECNICA

Trovo delle analogie con la F1 degli esordi, con i garagisti inglesi che costruivano il telaio e lo motorizzavano con il Cosworth, uguale per tutti. Presto vedremo bob in fibra di carbonio e kevlar che pesano 10 kg con due supermassimi alla guida e budget milionari? Oppure ci sono limiti precisi nella costruzione? Meccanici o aerodinamici?
"C’era un pilota che si faceva portare la macchinina alla gara e lui arrivava in elicottero, un altro aveva la carena in fibra di carbonio e ci sono molti equipaggi che hanno i telai in lega di alluminio e cerchi in carbonio. Sembrano giochini ma costano un botto. Noi abbiamo la fortuna di lavorare in un'officina meccanica e i pezzi li abbiamo fatti da soli."

Voi che materiali usate? Il vostro bob è in acciaio al carbonio ricavato dal pieno?
"Vetroresina per la scocca, fondo in alluminio da 2mm, rinforzi in acciaio e ruote in alluminio. Gli ammortizzatori sono Rock Shox Vivid, costano un botto. Noi siamo poveri e se si fa la somma totale ci si spaventa."

Per come sono fatte le vostre vetture per rallentare mettete fuori i piedi come gli Antenati?
"Fortunatamente no. L'impianto è composto da quattro freni a disco con pinze a quattro pistoncini studiate appositamente per lo speed down. I nostri dischi sono artigianali, realizzati in ghisa."

I vostri avversari invece?
"Il nostro rivale è tutto in vetroresina, carrozzeria e fondo. Per il gruppo del corpo ruota serve il materiale il più leggero possibile. Noi usiamo l’alluminio ma c'è chi usa il magnesio o addirittura la fibra di carbonio. Considera inoltre che noi gonfiamo le gomme con aria normale ma c'è chi usa l’azoto come nelle auto da corsa, più leggero e stabile, si dilata meno scaldandosi. Nella categoria C4 invece troviamo sempre più mezzi acquistati da ditte specializzate."

E’ più comodo comprare un mezzo al top che costruirselo in proprio?
"Con un prodotto commerciale si ha il vantaggio di trovare prontamente i pezzi di ricambio. Costruirselo da soli prende molto tempo: per lo studio del regolamento, per la progettazione, per la realizzazione dei pezzi, per creare gli stampi per la carena… Ma se si riesce a fare un mezzo vincente si ha una bella soddisfazione e lo stimolo per cercare di perfezionarlo e raggiungere nuovi limiti.
Rimane il problema che è un pezzo unico e i ricambi devi farteli da solo, sperando di aver calcolato in fase di progettazione i pezzi che si devono rompere. E corri sempre il rischio di fare un mezzo che non va. Il pezzo commerciale costerà sempre meno di quello autocostruito, con il prodotto commerciale si corre tutti alla pari. Poi sta al pilota settare il mezzo."





IL FUTURO

Ora che siete campioni europei quali sono i vostri programmi?
"Il titolo 2017 lo abbiamo messo al sicuro con la gara dello scorso week end, ma in ogni caso vogliamo concludere nel miglior modo il campionato italiano. La nostra categoria in questi ultimi anni si è purtroppo ridimensionata, comunque i rivali forti ci sono sempre. Abbiamo perso piloti che spesso non avevano ambizioni particolari e correvano solo per passione, e con loro facevano grandi numeri. Durante l'inverno vedremo di fare qualche modifica aerodinamica al nostro bob ma vogliamo anche e riuscire a provare in C4."

C4 è la monoposto. State valutando il cambio di categoria?
"Si. La C4 è la categoria più numerosa grazie alla possibilità di trovare i mezzi in commercio. Fino a qualche tempo fa esisteva un solo costruttore, ora il mercato si sta aprendo e la C4 è destinata a diventare la categoria maggiormente competitiva già nel breve periodo."

Bella Nonno. Ho imparato più cose in questa conversazione che leggendo mille pagine web. I nostri dieci lettori si divertiranno…
"Ti dovrei raccontare tutte le nostre vicende, ma ci vorrebbe una settimana. Mi sento di poter dire che il movimento è cresciuto molto anche grazie al nostro contributo, lavorando sempre al limite del regolamento e mettendolo a dura prova, cosa che talvolta ci ha procurato qualche sanzione. Ma ne è valsa la pena. Per vincere in C6, non basta andare al limite solo nella guida, bisogna fare altrettanto anche con la vettura."



RASSEGNA STAMPA
La gazzetta del Serchio - " Due equipaggi garfagnini ai Campionati Europei di Speed Down"
Informazione.it - "Daniele Fini: Puntiamo a titoli e medaglie"
La gazzetta del Serchio - "La Garfagnana sul tetto d'Europa"
Campionato Europeo Speed Down - Official Videoclip


LINK UTILI
Campionato Italiano Speed Down
Federazione Internazionale Speed Down
Federazione Europea Speed Down


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